Annuncio pubblicazione protocollo PAXG

Protocollo PAXG autorizzato e pubblicato su Gazzetta Ufficiale

L’8 Gennaio 2020 c’è stata la molto attesa pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale della delibera del protocollo PAXG dopo sei mesi dall’approvazione dell’AIFA.

Il protocollo PAXG risultato dello studio randomizzato di Fase II PACT 19, M. Reni et altri, è basato sui seguenti farmaci:
1 – Cisplatino
2 – Abraxane®
3 – Capecitabina
4 – Gemcitabina

Indicazione terapeutica

Adenocarcinoma del pancreas borderline resecabile, localmente avanzato e metastatico. Lo schema PAXG deve essere impiegato come prima linea di trattamento.

Criteri di inclusione

  •  Età compresa tra 18 e 75 anni.
  •  Diagnosi di adenocarcinoma del pancreas istologicamente confermata.
  •  Stadio III o IV.
  •  ECOG 0-1 (indice di stato di forma fisica di pazienti oncolgici che varia da o a 5)
  •  Adeguata funzionalità midollare , epatica e renale

Criteri di esclusione

  •  Precedenti trattamento chemioterapico per le malattia ricorrente.
  •  Trattamento concomitante con farmaci sperimentali.
  •  Pazienti in cui sia nota la totale assenza di attività di diidropirimidina deidrogenasi (DPD)
  •  Presenza di metastasi cerebrali sintomatiche.
  •  Storia di malattia polmonare interstiziale.
  •  Insufficienza cardiaca, aritmia e infarto miocardico meno di 6 mesi prima dell’inizio del trattamento.
  •  Storia di disordini del tessuto connettivo (lupus, sclerodermia, artrite nodosa, ecc.)

Piano terapeutico

  • 2 somministrazioni al mese – giorni 1 e 15

Durata dellla terapia

  • La terapia viene in genere somministrata fino a progressione della malattia, o alla comparsa di tossicità inaccettabile

Vantaggi del protocollo PAXG

1 – Migliori risultati della chemioterapia rispetto al protocollo Gemcitabina+Abraxane®

2 – Minore tossicità del protocollo

3 – miglioramento della qualità della vita del paziente, 2 somministrazioni mensili rispetto alle 3 del protocollo standard

4 – costo minore del protocollo per il Sistema Sanitatio Nazionale

Il risultato ottenuto è stato possibile grazie alla disponibiltà dei pazienti a partecipare alle sperimentazioni, e nessuno ne parla!, alle competenze e alla determinazione dello staff medico del S. Raffaele di Milano, al finanziamento del S. Raffaele e in parte dell’Associazione My Everest, al supporto di altre associazioni e istituzioni nella fase di approvazione del protocollo da parte dell’AIFA e di pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale. Tra queste FAVO, Regione Lombardia e Codice Viola.

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